martedì 27 luglio 2010

È COLPA DELLE PERIZIE PSICHIATRICHE E PSICOLOGICHE

Manifestazione di Bologna davanti al tribunale dei minorenni: è necessario
riformare un sistema che non funziona più

Bologna. Circa cinquanta persone hanno manifestato davanti al tribunale di Bologna contro le sottrazioni ingiuste di minori sulla base di perizie psichiatriche e psicologiche soggettive e senza un reale accertamento dei fatti e delle prove. La maggior parte dei partecipanti erano mamme e papà che protestavano per gli abusi subiti.

Durante la manifestazione, il Dott. Maurizio Millo, Presidente del Tribunale dei Minori, ha parlato con i manifestanti affermando che “qui si fanno le cose secondo la Legge", scatenando le reazioni delle mamme e papà presenti. In effetti, parecchi giudici e assistenti sociali cercano di lavorare nell’interesse dei bambini e di non prendere decisioni superficiali. È certamente vero che si dedicano con passione alla tutela dei minori e cercano di proteggere i bambini. Ma perché allora ci sono così tanti abusi. Secondo noi la vera causa sono le perizie psicologico-psichiatriche.

Tutto il sistema è vittima di psicologi, psichiatri, consulenti che tramite valutazioni soggettive ed opinabili, spesso inducono il Tribunale dei minori a prendere provvedimenti drastici e drammatici. Come precisamente denunciato nella relazione del dottor Raspadori (uno psicologo di Trento che lavora da anni nel settore dei minori): ...il cronista giudiziario si accorge che questi ‘provvedimenti’ tanto drammatici si riferiscono a comportamenti che di per sé non sono reati, che sono diffusi nella maggior parte degli interni famigliari, ma che improvvisamente vengono classificati come altamente pericolosi, al punto da dover mettere in salvo il minore.” E la famiglia, nella maggioranza dei casi, è totalmente impotente di fronte a queste valutazioni psicologiche o psichiatriche.

La gente comune è convinta che la sottrazione di minori sia dettata da oggettive condizioni di degrado. Si da per scontato che la decisione del giudice si basi su abusi gravi e oggettivi. Ma leggendo attentamente le sentenze si scopre che spesso la motivazione è di natura psicologica ed alquanto questionabile. Ed il primo punto della denuncia del dott. Raspadori tratta proprio della fantomatica «incapacità genitoriale»: “I procedimenti con cui si separano i bambini dalle madri in nome dell’incapacità genitoriale, facendo risalire questa capacità/incapacità ad una caratteristica psicologica, ad un tratto di personalità cioè, sono un abuso anche scientifico. Non esiste in nessun manuale di psicologia o psichiatria la categoria o la sindrome di incapacità genitoriale. Non esiste l’incapacità genitoriale in quanto categoria psicologica AD EXCLUDENDUM. Gli atti a cui così frequentemente ricorre il Tribunale per i Minori di Trento, di affidamento a terzi (Servizi Sociali) di un minore è un’ipotesi che dovrebbe essere perseguita solo per gravissimi ed eccezionali motivi.

E perché le mamme e i papà non denunciano (o non denunciavano dato che finalmente iniziano a farlo) queste sentenze assurde? Il primo motivo è che non conoscono il perché della sottrazione e il secondo motivo è lo stigma sociale che temono di dover affrontare, come esemplarmente documentato dal dottor Raspadori: La vita di un genitore viene, così, stravolta e negata nella sua identità, da un momento all’altro. Non ha con chi parlare, lui solo sa, non il perché, ma quanto gli è successo. Se esterna angoscia, rabbia, dolore, le persone attorno, i conoscenti, i colleghi, ascoltano con compatimento, certo, ma ognuno è portato a pensare ‘chissà cosa nasconde, chissà cosa ha combinato’. Meglio tacere, mimetizzarsi, sparire, che vivere lo stigma di ‘madre incapace’, incapace e pericolosa al punto che i giudici hanno dovuto mettere al sicuro i figli.”

Secondo le stime del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, in Italia la percentuale di bambini sottratti per "inidoneità genitoriale" è di circa l'80%. Il dottor Raspadori parla addirittura del 95% per cento. Qui non si parla più di alcuni casi eccezionali. Qui si parla di un intero sistema degradato. In Italia i bambini sottratti in Italia sono circa 32.000 e in Trentino sono ben 355 ( http://blog.panorama.it/italia/2009/11/13/i-nostri-figli-portati-via-da-un-giudice/ ). Ormai nessuna famiglia è veramente al sicuro. Non pensiate che non potrebbe succedere anche a voi. Il caso di Basiglio (che vede imputate cinque persone che hanno permesso che due bambini -fratello e sorella- fossero strappati alla famiglia sulla base di un disegno osé imputato falsamente alla bambina) ci insegna che anche una famiglia perfettamente normale potrebbe vivere questo dramma. Ringraziamo le poche famiglie che, come quella di Basiglio, hanno avuto il coraggio di denunciare l’abuso subito e hanno riottenuto i loro bambini. È ora che tutte le famiglie escano allo scoperto per denunciare questi abusi. Non abbiate paura. Denunciate.

Questo è un sistema che deve essere riformato completamente. Le perizie psicologiche-psichiatriche dovrebbero avere solo valore di opinioni e non essere considerate direttamente come “accertamento della verità”. Un bambino dovrebbe essere sottratto solo sulla base di fatti gravi ed accertati o solo dopo l’acquisizione di prove oggettive attendibili. Questa riforma sarà possibile solo quando la gente sarà consapevole del problema. Perciò denunciate, informate la gente, smascherate questi abusi, per il bene dei vostri e dei nostri figli.

Silvio De Fanti

Vice presidente Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus

www.ccdu.org

info@ccdu.org

sabato 24 luglio 2010

Manifestazione a sostegno dei bambini sottratti ingiustamente alle famiglie

LUNEDI’ 26 LUGLIO TUTTI DI FRONTE AL TRIBUNALE DEI MINORENNI DI BOLOGNA

Via del Pratello, 36

dalle 9:00 alle 11:00

Manifestazione a sostegno dei bambini sottratti ingiustamente alle famiglie

Come avrete visto su tutta la stampa, recentemente due genitori hanno “rapito” la figlia da un istituto esasperati dai continui ritardi delle autorità. Questo caso era seguito dal Tribunale dei Minorenni di Bologna. Ultimamente sono anche state presentate due interrogazioni parlamentari su vicende che coinvolgono il Tribunale dei Minorenni di Bologna.

LE NOSTRE ASSOCIAZIONI

GESEF (genitori separati dai figli)

COMITATO DEI CITTADINI PER I DIRITTI UMANI

GENITORI SOTTRATTI ASSOCIAZIONE PER LA BIGENITORIALITA’

SI UNISCONO AI FAMILIARI CHE SI SONO VISTI SOTTRARRE INGIUSTAMENTE I PROPRI FIGLI SULLA BASE DI CONTROVERSE VALUTAZIONI PSICOLOGICHE E/O PSICHIATRICHE.

DIMOSTRIAMO LA NOSTRA SOLIDARIETÀ E VICINANZA NON SOLO A QUESTE FAMIGLIE MA A TUTTE QUELLE CHE STANNO SUBENDO LO STESSO DRAMMATICO TRATTAMENTO.

I VOLONTARI E CHIUNQUE ABBIA A CUORE IL FUTURO DELLA FAMIGLIA E DEI FIGLI E’ PREGATO DI PARTECIPARE A QUESTA MANIFESTAZIONE DI SOLIDARIETA’ A QUESTE FAMIGLIE E A CIO’ CHE RAPPRESENTANO PER I TANTI BAMBINI E GENITORI CHE HANNO SUBITO E SUBISCONO INGIUSTIZIE.

PERIZIE PSICOLOGICHE E PSICHIATRICHE, IMPIEGATE SECONDO QUANTO RISULTA COME UNICHE PROVE, DETERMINANO LE DECISIONI DEL TRIBUNALE DEI MINORI NELL’ADOTTARE I PROVVEDIMENTI CON LA FORMULA «URGENTE E PROVVISORIO» PER L’ALLONTANAMENTO DEI MINORI DALLE FAMIGLIE, DIVENTANO GLI UNICI RISCONTRI IN FASE INIZIALE. QUESTE PERIZIE SI BASANO SPESSO NON SU RISCONTRI OGGETTIVI, COME NEL CASO DELLA CRIMINOLOGIA, MA SU OPINIONI PERSONALI DI PSICOLOGI E PSICHIATRI. E POI PASSANO ANNI PRIMA CHE VENGA STABILITA LA VERITÀ. NEL FRATTEMPO SONO I BAMBINI A SUBIRE.

A NESSUN PSICOLOGO O PSICHIATRA DOVREBBE ESSERE PERMESSO DI STILARE RELAZIONI E PERIZIE NON BASATE SU FATTI, MA DERIVATE DA PURE OPINIONI CHE DISTRUGGONO L’INTEGRITA’ DELLA FAMIGLIA E IL FUTURO DEI BAMBINI.

IL DANNO ESISTENZIALE CAUSATO AL BAMBINO E ALLA FAMIGLIA NON POTRA’ MAI ESSERE RIPAGATO A SUFFICIENZA.

CHIEDIAMO AL MINISTRO ALFANO DI MANDARE GLI ISPETTORI AL TRIBUNALE DEI MINORENNI DI BOLOGNA PER VERIFICARE CHE NON SIANO STATI COMMESSI ABUSI.

AIUTA CON LA TUA PRESENZA!

CONFERMA LA TUA PARTECIPAZIONE

(Nessuna famiglia è veramente al sicuro)

Per conferme: ccdutrento@tiscali.it

martedì 13 luglio 2010

CASO BASIGLIO: LA PUNTA DI UN ICEBERG

Un centinaio di manifestanti questa mattina davanti al Tribunale di Milano dove si è svolta la manifestazione organizzata dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani e dalla GESEF (genitori separati da figli) a sostegno del caso Basiglio iniziato nel marzo 2008. Oggi si è aperto il processo che vede imputate cinque persone, la preside, gli insegnanti, l’assistente sociale e lo psicologo, che hanno permesso che due bambini (fratello e sorella) vivessero un dramma facendoli strappare alla famiglia e rinchiudere per 69 giorni in una comunità. Tutto sulla base di un disegno osé imputato alla bambina, rivelatosi due giorni dopo non essere nemmeno suo.

L’iniziativa ha visto l'adesione anche di altre associazioni, Adiantum e Tu sei mio Figlio, che si occupano del problema dei minori sottratti, e di alcuni genitori che da anni vivono questo dramma lottando ma senza riavere i propri figli o vedendosi negare anche la sola possibilità di vederli.

I cartelli esposti dai partecipanti alla manifestazione richiedono giustizia, condannano le perizie psicologiche e psichiatriche, ritenute infondate, perché non basate su fatti ma soprattutto su opinioni, e alla base di numerose sottrazioni ingiustificate; condannano il danno esistenziale causato ai bambini e alle famiglie da questi allontanamenti incomprensibili; richiedono una vera tutela all’integrità della famiglia. Ai passanti sono stati distribuiti volantini per informare i cittadini del problema che colpisce ben 32 mila bambini in Italia, il cui costo nelle comunità ammonta a migliaia di Euro.


Silvio De Fanti, Vice Presidente del Ccdu sostiene: “Ci cono molti casi di genitori che non giungono alle cronache e soffrono in silenzio di ingiustizie a causa di un sistema di relazioni e segnalazioni ai tribunali che non consentono difese, soprattutto nel caso di persone poco abbienti perché non hanno la possibilità di far valere i propri diritti.”





Silvio De Fanti
Vice presidente Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus
Email info@ccdu.org
www.ccdu.org

Era presente anche una delegazione del CCDU di Trento e Bolzano

mercoledì 7 luglio 2010

Manifestazione a sostegno dei bambini sottratti ingiustamente alle famiglie

ANNUNCIO MANIFESTAZIONE

MARTEDI’ 13 LUGLIO TUTTI DI FRONTE AL TRIBUNALE DI MILANO


C.SO DI PORTA VITTORIA

dalle 8:30 alle 10:00


Manifestazione a sostegno dei bambini sottratti ingiustamente alle famiglie


Nel marzo del 2008 due fratelli (di Basiglio) vengono portati via ai genitori messi in comunità per due mesi solo perché la maestra scopre un disegno osé che viene attribuito alla bambina. Prima di verificare che è solo un brutto scherzo di una compagna di classe, la macchina delle valutazioni psicologiche-sociali sommarie per la “tutela” dei minori si mette in marcia sottraendo i due fratelli ai loro genitori.


Martedì 13 luglio comincia il processo della vicenda di Basiglio per la quale si richiede giustizia. Vicenda emblematica di un sistema troppo burocratico e poco umano che opera fondandosi su relazioni e perizie basate su opinioni e interpretazioni più che su fatti, e purtroppo spesso anche di velate minacce e istigazioni psicologiche, strappando i bambini alle loro famiglie.


Cinque le persone rinviate a giudizio per questa storia, la preside, gli insegnanti, l’assistente sociale e lo psicologo che hanno permesso che due bambini vivessero un dramma che in realtà non esisteva.


IL COMITATO DEI CITTADINI PER I DIRITTI UMANI E LA GESEF (genitori separati dai figli) SI UNISCONO AI FAMILIARI CHE SI SONO VISTI SOTTRARRE INGIUSTAMENTE I PROPRI FIGLI SULLA BASE DI CONTROVERSE VALUTAZIONI PSICOLOGICHE E/O PSICHIATRICHE.


DIMOSTRIAMO LA NOSTRA SOLIDARIETA’ E VICINANZA NON SOLO A QUESTA FAMIGLIA MA A TUTTE QUELLE CHE STANNO SUBENDO LO STESSO DRAMMATICO TRATTAMENTO.


I VOLONTARI E CHIUNQUE ABBIA A CUORE IL FUTURO DELLA FAMIGLIA E DEI FIGLI E’ PREGATO DI PARTECIPARE A QUESTA MANIFESTAZIONE DI SOLIDARIETA’ ALLA FAMIGLIA DI BASIGLIO E A CIO’ CHE ESSA RAPPRESENTA PER I TANTI BAMBINI E GENITORI CHE HANNO SUBITO E SUBISCONO INGIUSTIZIE.


PERIZIE PSICOLOGICHE E PSICHIATRICHE, IMPIEGATE SECONDO QUANTO RISULTA COME UNICHE PROVE, DETERMINANO LE DECISIONI DEL TRIBUNALE DEI MINORI NELL’ADOTTARE IL PROVVEDIMENTO CON LA FORMULA «URGENTE E PROVVISORIO» PER L’ALLONTANAMENTO DEI MINORI DALLE FAMIGLIE, DIVENTANO GLI UNICI RISCONTRI IN FASE INIZIALE. QUESTE PERIZIE SI BASANO SPESSO NON SU RISCONTRI OGGETTIVI, COME NEL CASO DELLA CRIMINOLOGIA, MA SU OPINIONI PERSONALI DI PSICOLOGI E PSICHIATRI.


A NESSUN PSICOLOGO O PSICHIATRA DOVREBBE ESSERE PERMESSO DI STILARE RELAZIONI E PERIZIE NON BASATE SU FATTI, MA DERIVATE DA PURE OPINIONI CHE DISTRUGGONO L’INTEGRITA’ DELLA FAMIGLIA E IL FUTURO DEI BAMBINI.

IL DANNO ESISTENZIALE CAUSATO AL BAMBINO E ALLA FAMIGLIA NON POTRA’ MAI ESSERE RIPAGATO A SUFFICIENZA.


AIUTA CON LA TUA PRESENZA QUESTA CAUSA!


CONFERMA LA TUA PARTECIPAZIONE


(Nessuna famiglia è veramente al sicuro)


Per conferme: mail ccdu.milano@gmail.com


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venerdì 11 giugno 2010

TSO per la depressione post-partum? No grazie

“Trattamento sanitario obbligatorio per le mamme a rischio di depressione post-partum”; sì, avete capito bene, il famoso "TSO" previsto dalla legge 180 per i malati mentali che non possono essere curati in ambulatorio, o nelle residenze assistite, una specie di surrogato transitorio del ricovero in manicomio, necessario quando il malato di mente diventa pericoloso, un provvedimento eccezionale in cui l`autorità sanitaria sospende i diritti della persona e la obbliga a fare cose che non vorrebbe fare.

In questo caso la proposta, secondo i giornali degli ultimi giorni (clicca qui per leggere un articolo dal Corriere della sera), verrebbe da una società scientifica, la "Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia" che lancia l`allarme: da 50 a 75mila casi l`anno di baby blues (la tristezza dopo il parto, non ancora depressione, ma chissà...), che costerebbero alla collettività 500 milioni di euro. Mille fra queste mamme sfortunate sarebbero in condizioni mentali tali da mettere in pericolo la vita del loro bambino.
E allora che fare? Trattamento sanitario obbligatorio! Non in Ospedale, per carità, a casa, con un infermiere che veglierebbe su di loro 24 ore al giorno, una specie di sorvegliante imposto per legge... a fin di bene.
È impressionante come usino i numeri e le statistiche anche gli "scienziati" che delle statistiche dovrebbero fare una professione: diamo per buona la loro stima (questo significa che il baby blues colpisce più di una mamma su 10), come avranno calcolato il costo sociale di questo disturbo che ammonterebbe da 6.600 a 10.000 euro per ciascuna madre? Tutti farmaci? O anche visite mediche? Oppure che?

E poi, come si fa a saper che i neonati a rischio di vita sarebbero un migliaio? Senza TSO e senza particolari provvedimenti gli infanticidi ogni anno si contano sulle dita di una mano!
Ma ammesso che questo allarme sia fondato, come si farebbe ad individuare i soggetti a rischio, cioè quel migliaio di mamme potenzialmente assassine? Facile, sviluppando il progetto "Rebecca" (leggere quì per credere) che, con un mix di screening a cui sarebbero sottoposte tutte le donne gravide e “analisi grafologiche” della personalità, ci porterebbe ad individuare i soggetti a cui destinare l` “aiuto” di operatori esperti e formati alla bisogna.

Immaginate se tutto questo veramente si realizzasse: un immane organizzazione sarebbe sguinzagliata alle calcagna di tutte le donne gravide: non appena una di loro dovesse essere sospettata di probabile gravidanza, ecco lì i solerti operatori intenti nei consultori, negli studi professionali privati, nei laboratori di analisi, forse anche dal parrucchiere (a volte le donne si riuniscono in questi posti, dove si confidano segreti) a somministrare test e questionari, a raccogliere campioni di scrittura, a setacciare e a selezionare fino a scegliere le 1000 potenziali mamme degeneri a cui affibbiare, volenti o nolenti, l`assistenza continuativa indispensabile per scongiurare l`infanticidio: un operatore, a casa loro, 24 ore al giorno.
Lasciamo stare alcuni aspetti comici e concentriamoci su quelli pratici: dove alloggerebbe l`"operatore"? In soggiorno su un divano letto? E se la mamma degenere, approfittando di un attimo in cui l`"operatore" si assopisce agisse, in silenzio, in camera da letto? E anche volendo vedere solo gli aspetti economici, se un periodo di depressioni dura poniamo 6 mesi, per ognuna delle 1000 potenziali assassine bisognerebbe prevedere 18 mesi di attività lavorativa, il che, moltiplicato per 1000, fa 18000 mesi di lavoro che, diviso 12 fa 1500 persone che dovrebbero lavorare a tempo pieno ogni anno per questo progetto, senza contare ferie e malattia. Se ognuno di questi operatori costasse 30000 euro l`anno, tutto questo ambaradam verrebbe a costare 540 milioni di euro!

Ma chi mai può aver partorito una proposta così palesemente assurda? E perché?
Avanziamo un`ipotesi maliziosa: non è che per caso si tratta di uno dei tanti esempi di "disease mongering" (clicca qui per sapere meglio di che si tratta), il commercio delle malattie, per cui si inventa un problema per poter poi vendere la sua soluzione? Che si tratti di farmaci o nuovi servizi "ad hoc" non fa poi troppa differenza. E se è così, perché tanto spazio sui giornali?


Di Vincenzo Calia
Tratto da: "Un pediatra per amico" bimestrale per i genitori scritto e diffuso dai pediatra, www.uppa.it

lunedì 22 febbraio 2010

MALASANITÀ E MALAPSICHIATRIA

Apertura di due nuovi uffici per la tutela dei diritti dei cittadini in campo sanitario

Pergine. ASSOSALUTE e il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani inaugureranno i loro nuovi uffici di Pergine Valsugana il giorno lunedì 8 marzo 2010 alle ore 11.00 in via Chimelli, 12. Le nostre associazioni si prefiggono di tutelare i cittadini e denunciare gli abusi al fine di eliminarli e migliorare l’assistenza sanitaria. Questi nuovi uffici ci consentiranno di offrire un servizio migliore alla cittadinanza.

Gli episodi di malasanità e malapsichiatria sono purtroppo all’ordine del giorno. È di poco tempo fa la notizia della signora deceduta per un’incredibile serie di errori medici tra cui la mancata spedizione di un referto per mancanza di un francobollo. Ma forse pochi ricorderanno la storia del ragazzo ricoverato, imbottito di psicofarmaci e legato al letto perché scriveva sui muri o del ragazzo ricoverato contro la sua volontà per un dolore all’orecchio. Questi episodi di malasanità raggiungono l’onore delle cronache solo quando si verificano dei fatti estremi, ma purtroppo la nostra vita è disseminata di piccoli e grandi abusi.

Assosalute è un'associazione indipendente apartitica e apolitica, senza scopo di lucro, regionale che si occupa della tutela dei diritti del malato e di tutti coloro che hanno subito qualche abuso o violazione dei propri diritti costituzionalmente garantiti. La salute è un bene prezioso, che trova il proprio riconoscimento a livello Costituzionale nell’art. 32. Assosalute nasce dall’esperienza di persone che da decenni operano nel settore del volontariato e in particolare nel settore sanitario. È grazie alla forza dei volontari che Assosalute ha potuto nascere, crescere, facendosi conoscere e apprezzare per il proprio impegno in campo sociale. Ma Assosalute si avvale anche della collaborazione di esperti legali e giuristi dalla decennale esperienza nel settore sanitario. L’associazione Assosalute ha bisogno della collaborazione di tutti, perché la salute è un bene prezioso che tutti dobbiamo tutelare, col massimo impegno e, soprattutto, denunciando abusi e casi di malasanità, perché ciò che è capitato di male non debba succedere più. Siete pertanto tutti invitati a passare in sede, per conoscere le finalità della associazione e per prestare il vostro contributo, piccolo o grande che sia. Anche una semplice segnalazione può risultare estremamente preziosa; sconfiggere l’indifferenza nasce anche da un piccolo gesto di denuncia!

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani si occupa di abusi molto più subdoli e nascosti a causa della mancanza di scientificità della psichiatria. Mentre un ortopedico può verificare la presenza di una gamba rotta con un esame ai raggi X, non esistono esami che possano confermare le diagnosi psichiatriche. Questa è un’arma a doppio taglio dato che uno psichiatra, soprattutto se, come spesso succede, è arrogante e non ammette i limiti intrinseci della propria disciplina, può diagnosticare una malattia grave e rovinare la vita di una persona (soprattutto se è debole, povera e poco informata) somministrandole potenti psicofarmaci senza alcun consenso informato. Questi sono gli abusi più comuni che ci sono stati segnalati qui in Trentino:

· Screening psicopatologici e abusi di psicofarmaci sui bambini. Nonostante una legge provinciale volta a tutelare i nostri bambini, è in atto una campagna nascosta volta a medicalizzare le scuole e trasformarle in cliniche, e non più in luoghi di istruzione.

· Mancanza di consenso informato e somministrazione forzata di psicofarmaci. “La psichiatra mi ha anche detto di non leggere le controindicazioni degli psicofarmaci e di prenderli e basta.” - “…Ho rifiutato i farmaci e lì sputavo e mi hanno obbligato a prenderli con la forza. Mi facevano aprire la bocca per controllare.” Secondo le risposte alle interrogazioni provinciali n. 119 del 10 febbraio 2009 e n. 607 del 3 luglio 2009, in Trentino ci sono ben 621 persone sottoposte a somministrazione controllata di psicofarmaci.

· Diagnosi sbrigative. Parecchie persone ci hanno raccontato di diagnosi (anche gravi) emesse dopo solo pochi minuti di colloquio e di una disinvolta e quasi automatica somministrazione di psicofarmaci.

Il CCDU non demorderà finche questi abusi e tutte le pratiche coercitive e non rispettose dei diritti umani non saranno state eliminate.

Tutta la cittadinanza è invitata. Ci auguriamo che grazie ai nuovi uffici saremo in grado di tutelare meglio i vostri diritti e costruire una società più civile e democratica.

ASSOSALUTE e CCDU Onlus

www.assosalute.it

www.ccdutrento.org - www.ccdu.org

mercoledì 10 febbraio 2010

Psicofarmaci a una bambina disabile: interrogazione in parlamento

De Eccher: timore che la somministrazione possa celare
un'operazione commerciale della casa farmaceutica


Modena. Continua suscitare scalpore la notizia della somministrazione di psicofarmaci a una bambina disabile di soli sette anni. La notizia è stata ripresa dalla stampa, da parecchi siti Internet e ritrasmessa da molti genitori e cittadini preoccupati.
Il Senatore De Eccher, che da anni si batte contro i test psicopatologici nelle scuole e i conseguenti e inevitabili abusi di psicofarmaci ai bambini, ha presentato un’interrogazione[1] in cui denuncia che «il farmaco, immesso in commercio dall’azienda Jassen-Cilag SpA, viene utilizzato per la cura delle psicosi schizofreniche acute e croniche», che «dopo la denuncia dell’avvocato Miraglia la somministrazione è stata interrotta», e chiede quindi se dietro la somministrazione degli psicofarmaci «si possa celare un’operazione commerciale della casa farmaceutica per accrescerne il consumo».
Questo caso, seppur grave e sconvolgente, è solo un indicatore della tendenza alla "medicalizzazione" dei comportamenti infantili che purtroppo porta ineluttabilmente ad abusi di psicofarmaci sui bambini: «In questi anni, negli Stati Uniti e in Inghilterra si sarebbero verificati casi in cui sono state diagnosticate nuove forme di presunto disturbo psichico, tutto da definire, specialmente nelle fasce giovanili più deboli, al solo scopo di somministrare gli psicofarmaci; tali ‘somministrazioni arbitrarie’ si sono verificate soprattutto in assenza dei genitori e con la complicità, evidentemente interessata, del personale sanitario. »
Nell’interrogazione si chiede «se risulti condiviso il timore di un possibile abuso di psicofarmaci sui minori, al pari di quanto verificatosi in passato ed oggi unanimemente riconosciuto in altre nazioni quali gli Stati Uniti e l'Inghilterra»; ma purtroppo la notizia dell’approvazione di una legge in Lombardia secondo cui “migliaia di bambini lombardi ‘beneficeranno’ dei ‘servizi’ delle UNONPIA, Unità Operative di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza per le individuazioni e risoluzioni dei loro errori nella scrittura, lettura e calcolo” ci fa capire che i disastri e le tragedie verificatesi in altri paesi non ci hanno insegnato nulla e fa sorgere il legittimo sospetto che le lobby psichiatriche e farmaceutiche stiano lavorando alacremente per promuovere questa tendenza.
Di fronte a questo attacco frontale nei confronti dei nostri bambini, il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani chiede a tutta la società civile di ergersi contro questi tentativi di “farmacologizzare” e “medicalizzare” la scuola. Al fine di proteggere i nostri bambini, molte associazioni, medici, insegnanti e comuni cittadini hanno già fatto sentire la loro voce e, sebbene le lobby farmaceutiche e psichiatriche non si fermeranno, la battaglia può essere vinta come è già successo in Piemonte e nella Provincia Autonoma di Trento.

CCDU Onlus
www.ccdu.org

[1] http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=451107